IL MIO MACHETE DA SOPRAVVIVENZA


 

Da anni sfrutto le “lame” per la mia attività outdoor ed in anni ho fatto diversi…studi. 

Anni di prove su lame, profili, lunghezze, funzionalità e pesi mi hanno fatto raggiungere una certa…ehm…maturità a riguardo.

Machete degli Spetsnaz, coltelli americani, machete, kukri, parang….ho studiato tutto!

 

In Corsica anni fa trovai un Martingale Paratrooper che, sebbene vecchio come studio (risale ai parà inglesi della 2^GM) poteva essere customizzato un po’ come ha fatto quell’inglese di cui ho perso le tracce anni fa. Questo oggetto rappresenta il miglior oggetto da sopravvivenza visto finora…dalle potenzialità eccezionali!
In pratica si trattava di modificare il manico, il fodero ed aggiungere quantomeno la sega sul dorso.

Dopo aver posseduto il miglior coltello da sopravvivenza mai costruito (Aitor Esplora) rivenduto un paio d’anni fa ad un collezionista svizzero mi sono dedicato alla ricerca del survival machete perfetto.

 

La Jensen elite blades produce un machete ottimo ma la sega non mi convince e la punta dal punto di vista (anche) militare deve essere appuntita. Un accenno di punta serve anche per la sua funzione di pala (scavare una fossetta per la ricerca di acqua, per il fuoco, per piantare pali, per le radici).

 

E’ stato così che anni fa, in Thailandia, al Weekend Market di Bangkok, comprai un Kukri (memore di vari video del mio buon “Ray Mears”). La forma, comunque, ricorda più quella di un Parang (provenendo tra l’altro non dal Nepal che è la patria dei Kukri, ma dall’ Indonesia)
consegna del fodero artigianale, avvenuta in un villaggio all’interno della foresta tailandese (zona Chiang Mai)

Purtroppo la sega mal si adatta all’oggetto e vi ho quasi rinunciato.
Mi conforta la caratteristica di “taglio”, gli yankee direbbero: “terribile chopping capability!”, non vorrei trovare le mie povere membra contro quell’oggetto !

Non pago dell’acquisto, quasi contestualmente stavo risistemando il “mio” survival machete tratto da un ‘pennato’ romano (e non il modello toscano che ha una appendice difficile da togliere).

Si vedono qui alcune fasi della costruzione :

 

Ed ecco quindi il machete nel suo fodero…

Per la cronaca, quest’oggetto è stato venduto a fine novembre 2007 ma, per chi volesse…ne posso realizzare

altri con lo stesso “spirito” e con le stesse potenzialità. Il prezzo sarà da concordare in funzione delle specifiche

tecniche richieste.

 


Infine ecco le specifiche tecniche del machete :

Questo machete da sopravvivenza è il compromesso più adatto alle “nostre” latitudini e ad un uso di tipo estreme outdoor / militare.
La lunghezza totale dell’oggetto supera i 40cm., il peso supera abbondantemente i 500 g. con il baricentro spostato verso la punta.

features principali:

Il fodero è realizzato in materiale plastico ed è provvisto di una fessura di drenaggio acqua/fango.
Il sistema di aggancio è ad uso multiplo (cintura o zaino) e permette il posizionamento in diverse posizioni oltre che a permettere il fissaggio di un kit di sopravvivenza lungo tutta la lunghezza del fodero.
Il sistema di ritegno è a clip (di semplice azionamento, silenzioso e sicuro). Il materiale delle fettucce è sintetico.

Interessante no ?

 

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