| Nei primi mesi del 2007 sono circolati vari messaggi provenienti da varie fonti riguardo l’ ICE. ICE rappresenta l’acronimo di: In Case of Emergency ed indica la tecnica di inserire nella rubrica del proprio telefono cellulare una serie di numeri progressivi da chiamare in caso di necessità (dovesse il soccorritore trovarvi incoscienti e col cellulare acceso). In pratica il numero indicato in rubrica come “ICE 1″ dovrebbe essere il primo numero da chiamare (ad es. un familiare “vicino”). Se il numero non “funziona” per vari motivi, il soccorritore andrebbe in rubrica a cercare la voce “ICE 2″ che rappresenta il secondo numero di emergenza (ad es. un altro familiare). Tutto bello finora, ma…. se aggiungo ad ICE i numeri telefonici degli eventuali soccorritori, c’è un effetto collaterale: all’atto della chiamata di uno di quei “soccorritori” non mi compare più il numero del chiamante! Non è facile, quindi, distinguere al volo chi mi sta chiamando… L’efficacia del metodo è quindi…dubbiosa. Affidarsi ad un telefonino sperando che sia acceso ecc. non pare la migliore alternativa. Quello che faccio io da anni (prima ancora dell’avvento dei cellulari) è portare con me, nel portafoglio, un foglio di carta plastificato (col nastrone adesivo da 5cm) che tengo nei risvolti della mia (vecchia) patente. E’ possibile scaricare da qui: il fac-simile della mia “card” che è scritta: Tale foglio va scaricato sul proprio PC, modificato secondo i propri dati e quindi stampato fronte-retro: questo assicura che il foglio è giallo da ambo i lati (così è ben riconoscibile tra banconote e foglietti vari).
|
||
| Ecco il corretto risultato: la IACCOCARD !A dire il vero…il retro della IACCOCARD è realizzato con un foglio di alluminio successivamente plastificato. Così, lo posso usare come eliografo di emergenza… | ![]() |
|
